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Gli Ikonomo venivano dal villaggio
di Bobostita, in Albania. Mihail Ikonomo, a Constanza, aveva una
modesta taverna. Gli anni ’30, anche per un porto sul Mar
Nero quale Constanza, erano anni di crisi. La taverna non andava
molto bene, mancavano i soldi per gli approvvigionamenti.
Un giorno nella taverna entrò Ludwig
Körner. «Le propongo un affare» disse a Mihail,
«io le lascio qui due botti di vino. Lei non me le paga ora,
ma quando saranno finite mi darà i soldi». Quella era
la prima taverna in cui entrò. Ludwig Körner era un
giovane commerciante ebreo che veniva da Focsani. Anche lui colpito
dalla crisi cercò maggior fortuna a Constanza. Ebbe fiducia
in Mihail.
Mihail Ikonomo poteva finalmente accompagnare il solito pesce con
del buon vino. La taverna iniziò ad andare meglio e Mihail
prese a raccomandare Ludwig ai suoi colleghi. Così Ludwig,
che cominciò a fare affari, chiamò la propria famiglia
a Constanta.
Gli Ikonomo-Economu e i Körner diventarono amici.
Quando, d’estate, i coniugi Körner
tornavano a Focsani, la loro figlia Lidia, affinché potesse
giocare e studiare, e senza che troppo si annoiasse con la vecchia
domestica Sara, veniva affidata a Tihi, una delle tre figlie degli
Economu, più grande di Lidia di sette anni. Tihi si occupò
della piccola fino a quando questa compì i dodici anni, e,
frequentando casa Körner, ebbe così la possibilità
di imparare a mangiare con la forchetta e il coltello, e non con
il solo cucchiaio; nutrirsi della sostanziosa cucina ebraica, e
quindi stare al sicuro dalla debolezza, come dalla tubercolosi,
che invece non risparmierà sua sorella Lefca. Anche Costantin,
un altro figlio degli Economu, è aiutato dai Körner:
Ludwig lo prende a lavorare con sé nel commercio dei vini.
Tempi di guerra, ma prima arrivano i Legionari, cioè le Guardie
di Ferro: i fascisti romeni allestirono campi di concentramento
nell’inverno del 1940. Anche Ludwig vi sarà rinchiuso,
ma Constantin, intanto continua a lavorare e, insieme all’altro
fratello Chiril, potrà aiutare il Körner a sopravvivere
alla prigione: ogni tanto un pasto caldo, una coperta. È
il ’41 e i Legionari non ci sono più. Ludwig è
libero, ma ora c’è la guerra. Mihail muore in quell’anno
e la famiglia, senza Constantin, si trasferisce a Bucarest. Gli
altri fratelli studiano. Chiril diventa attore, Teodor diventa economista
ed entra nel ministero del turismo, Mirca a Roma fa l’attrice
di cinema, conosce e sposa un iugoslavo. Tihi anche è in
Italia con una borsa di studio, prima a Perugia e poi a Roma, così
diventa filologa.
1947, ecco i comunisti. Ludwig che non può
più riprendere la sua attività, ‘capitalista’,
è in disgrazia. Va a Bucarest, ritrova gli Economu, Teodor
lavora alla pianificazione turistica e riesce a dare un posto a
Ludwig come approvvigionatore all’Atenée Palace, il
principale e prestigioso albergo di Bucarest. Non è molto,
ma è meglio di niente.
Aveva le lacrime agli occhi, Ludwig, quando ringraziava Teodor per
quel posto. «Perché Ludwig tanta riconoscenza? Quando
noi eravamo in sei fratelli, tu non ci hai tirato su, dalla miseria,
dalla fame?» lo rassicurava Todi.
È bella la vita quando consente alle persone
di poter ricambiare un aiuto insperato. È triste quando ne
capovolge i destini senza pietà.
I Körner poi sono emigrati in Israele. Constantin,
che nel frattempo ha imparato bene il mestiere da Ludwig - diventando
il direttore della Vinalcol, l’azienda che produce il vino
di tutta la Dobrugia - ha mantenuto con loro i contatti. Di Lidia
si sa che ha avuto un matrimonio infelice. I suoi genitori sono
ora morti. Anche Constantin e Todi.
Bucarest, settembre 1998
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