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Tag: strategia

È una questione di equilibrio, ma sbagliato

È una questione di equilibrio, ma sbagliato

John Nash è stato un matematico geniale che con le sue intuizioni ha rivoluzionato molti campi, dall’economia alla relazioni internazionali.

La sua principale scoperta, che porta il suo nome, è oggi purtroppo insegnata solo in alcuni corsi universitari di economia e matematica, mentre penso che andrebbe inserita nei programmi di scuola almeno dalle medie, come il teorema di Pitagora. La teoria dei giochi -con le sue applicazioni- consente di descrivere e analizzare moltissime situazioni nella vita reale, e la comprensione dei suoi meccanismi ci consentirebbe di compiere scelte migliori e di vivere meglio. Sbagliare i congiuntivi è sempre fastidioso, ma comprendere il ‘dilemma del prigioniero’ ci consentirebbe di ridurre la conflittualità sociale e darebbe alle persone la possibilità di decidere consapevolmente.

Il traffico

La vignetta di apertura è di facile comprensione: probabilmente una volta nella vita tutti ci siamo trovati in questa situazione. In questa vignetta c’è la scoperta di John Nash che ha contribuito a fargli vincere il Nobel per l’economia. Tutto qui? Be’ sì, è un po’ come l’uovo di Colombo, è facile quando lo spiega, ma nessuno ci è arrivato prima…

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Premio IBM “Leonardo 2000”

Premio IBM “Leonardo 2000”

Nel 1994 la IBM, allora la società n. 1 nel mondo dell’informatica, dopo essersi resa conto che aveva trasformato la sconosciuta Microsoft in una temibile rivale, decise che era giunto il caso di affrancarsi creando un proprio sistema operativo autonomamente. Oggi sappiamo che il tentativo fallì, ma quella guerra per me fu l’occasione di avere una grande soddisfazione.

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La crisi COVID-19 e la Milano che sarà

La crisi COVID-19 e la Milano che sarà

In meno di un mese la pandemia di COVID-19 ha cambiato il mondo e ci sta costringendo ad affrontare, nel complesso, forse la crisi più difficile dal 1945.
La nostra dinamica città, quella che aveva reagito orgogliosamente con #milanononsiferma, si è presto resa conto di aver sbagliato piombando in un silenzio irreale, aspettando, paralizzata e con ansia, che quell’orgoglio non si fosse tramutato in contagi e poi decessi. In questa soleggiata primavera, in cui la quiete è interrotta solo dalle angoscianti sirene delle autoambulanze, chiusi in casa noi dobbiamo iniziare a guardare al futuro. Cominciando dal presente, da quello che stiamo vivendo ora.

I MEZZI PUBBLICI
Siamo realisti: la prima cosa a cui dobbiamo pensare è che l’uso dei mezzi pubblici subirà un grosso contraccolpo per questa pandemia. Perché? Perché quando lentamente torneremo ad uscire di casa nei prossimi mesi, il virus sarà ancora una minaccia fino quando non verrà trovato un vaccino o una cura. E’ comprensibile che i luoghi affollati ci faranno paura. Molti saranno ancora vietati o con regole molto stringenti. E uno di questi luoghi sono i mezzi pubblici. In questi giorni come Genitori Antismog abbiamo criticato ATM, come prima avevamo fatto con Trenord, per la riduzione delle corse che portava ad aumentare l’affollamento, e citavamo l’esempio del metrò di Copenaghen che invece aveva incrementato le corse per garantire un maggior distanziamento fisico fra le persone.
Leggiamo invece che ATM sta predisponendo un piano per il “dopo” [1] che consiste nel contingentare gli accessi in modo da evitare l’affollamento. Ma contingentare non basta: dobbiamo metterci nell’idea che ATM e Trenord dovranno aumentare la frequenza delle corse anche a fronte di un calo di passeggeri, proprio per evitare che i passeggeri siano costretti a contatti ravvicinati. E questo vorrà dire un aumento dei costi di esercizio, e sappiamo bene cosa voglia dire, avendo noi difeso la revisione tariffaria di ATM del 2019: la Regione e lo Stato dovranno ripristinare i trasferimenti a sostegno del trasporto pubblico che hanno tagliato negli anni [2].

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Osserviamo il futuro e prepariamoci

Osserviamo il futuro e prepariamoci

In questi giorni analizzando l’andamento dei decessi in ricerca di qualche segnale positivo stiamo in realtà guardando nel passato, a quello che è successo 14 giorni fa, quando i decessi di oggi erano allora i contagi che stavano avvenendo.

Più volte ho poi messo a confronto l’andamento dell’epidemia in Italia e negli altri paesi europei, ed era clamorosamente identica, seppur sfasata temporalmente. Però quei paesi avevano un ritardo e avrebbero potuto osservare l’Italia come il loro futuro, e non l’hanno fatto, hanno atteso troppo e poi hanno seguito esattamente la stessa curva (tranne qualche eccezione, come la Grecia).

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